
Acop presente alla conferenza…
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Lo scorso 22 gennaio si è tenuta presso la Club House di Piazza Montecitorio la conferenza stampa organizzata dalla presidente della U.A.P. (Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata), dottoressa Mariastella Giorlandino, per discutere sulle “gravi problematiche derivanti dall’applicazione del nuovo Nomenclatore tariffario, entrato in vigore il 30 dicembre”, e sulle conseguenze dirette per le strutture sanitarie private e per i cittadini.
Il 28 gennaio, intanto, si riunirà il Tar del Lazio sul merito della sospensiva del nuovo nomenclatore tariffario, entrato in vigore a fine 2024, che ha scatenato le polemiche degli ambulatori e dei laboratori privati accreditati, secondo cui c’è stato per molte tariffe un taglio al ribasso. “Ci aspettiamo il buonsenso da parte del Governo e del Ministro della Salute Schillaci per rivedere le tariffe – ha commentato Giorlandino – noi non siamo contro il governo, ma si devono correggere gli errori che danneggiano la sanità privata accreditata e anche il Servizio sanitario nazionale, che in alcune regioni andrà ancora più in rosso”.
Nel nuovo nomenclatore ci sono tagli ai rimborsi che arrivano fino al 60%. Non è fattibile così, questi errori devono essere corretti, perché danneggeranno noi come privati accreditati, ma anche la sanità pubblica con una forte disparità tra nord e sud.
“L’entrata in vigore del nuovo nomenclatore tariffario segna un passo indietro. Già la Corte di Conti aveva dato l’allarme sulle risorse assegnate alle regioni, che non riescono a compensare l’aumento dei prezzi, a scapito delle cure. Poi la Corte Costituzionale sulla cosiddetta “legge sulla concorrenza” ha sancito che il diritto alla salute è inviolabile e non può subire contrazioni di spesa sanitaria. Diventa allora necessario ripensare l’intero sistema sanitario attraverso due direttrici: da un lato l’incremento della spesa sanitaria, per renderla adeguata quantomeno rispetto ai dati dell’inflazione, reperendo risorse da altri capitoli di spesa; dall’altro ottimizzare gli sprechi soprattutto nelle strutture pubbliche, affidate troppo spesso ad una gestione politica della salute, con ripercussioni in capo ai cittadini, in termini di qualità delle prestazioni e tempi di attesa. La revisione del nomenclatore tariffario costituisce un’opportunità per ripensare l’intero sistema sanitario in un’ottica moderna, sostenibile e basata sui bisogni delle persone” il commento del direttore generale di Acop Gianluca Maccauro.