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La Conferenza Stato-Regioni ha approvato la realizzazione di una Piattaforma Nazionale per monitorare agende, prestazioni e prenotazioni sanitarie, e ha dato il via al Piano d’Azione finalizzato al rafforzamento della capacità di erogazione dei servizi sanitari. Questo intervento accelera un’operazione, annunciata dal Ministro Schillaci nello scorso mese di novembre, ma che si era arenata per lungo tempo, confermando così l’impegno del Ministero della Salute nella riduzione dei tempi di attesa. Con questa approvazione, il Ministero ha completato quattro dei sei decreti necessari per l’attuazione della strategia anti-liste d’attesa. La piattaforma sarà gestita da AGENAS e ha l’obiettivo di realizzare l’interoperabilità con le piattaforme. In particolare sarà realizzato un cruscotto sul web dove il cittadino potrà interrogare la piattaforma e conoscere i tempi medi in base ai dati aggregati che arrivano dai flussi regionali che si devono attendere per fare, ad esempio, una ecografia, una Tac o una visita cardiologica in base al grado di priorità stabilite sull’urgenza delle prestazioni.

Per garantire la sicurezza dei dati, verranno utilizzate tecniche di crittografia avanzata in conformità con il GDPR. L’obiettivo principale della piattaforma è ridurre i tempi di attesa, migliorare la gestione delle risorse e centralizzare le informazioni, eliminando le inefficienze che attualmente penalizzano i cittadini. Il sistema non solo aumenterà la trasparenza, ma supporterà anche le decisioni strategiche delle amministrazioni sanitarie, offrendo un quadro dettagliato delle prestazioni a livello nazionale. L’avvio era stato procrastinato dalle Regioni convinte, poi, con la previsione di un finanziamento extra da 30 milioni che servirà a far interagire le piattaforme (soldi presi dall’edilizia ospedaliera) – che dovrebbe agevolare l’avvio del funzionamento della piattaforma già dal prossimo mese di marzo. Anche se potrebbe essere una partenza ritardata: ci sono, infatti, Regioni già pronte come ad esempio il Lazio che ha realizzato un Cup unico regionale per le prenotazioni – comprese quelle nel privato accreditato ed è già in grado di avere la situazione dettagliata delle liste d’attesa in tempo reale. Mentre, di contro, altre Regioni potrebbero essere pronte a “entrare” nella piattaforma in un secondo momento e comunque non prima dell’estate. Ma cosa verrà monitorato con questo nuovo sistema? Innanzitutto ci sarà la misurazione delle prestazioni in lista di attesa su tutto il territorio nazionale poi finirà sotto la lente la disponibilità di agende, sia in regime di Servizio sanitario che di libera professione intra moenia. La novità importante è che nelle agende ci saranno anche le disponibilità del privato accreditato. L’intra moenia dei medici in particolare non dovrà mai superare, come ribadito dal decreto dello scorso agosto, l’attività ordinaria garantita al Servizio sanitario dagli stessi professionisti.

In un secondo momento quando la piattaforma sarà operativa e ben avviata l’intenzione dell’Agenas è quella di consentire al cittadino, inserendo il codice della propria ricetta elettronica, di poter verificare la prima disponibilità nella propria Asl di appartenenza: in pratica si conoscerà la data in cui si può ottenere la prestazione di cui si ha bisogno. Ma non si potrà comunque prenotare nella piattaforma, perché questo passaggio andrà sempre fatto attraverso il Cup.

Restano ancora da approvare le linee di indirizzo nazionali per la gestione delle disdette e l’ottimizzazione delle agende di prenotazione, oltre alle modalità operative per l’esercizio dei poteri sostitutivi dell’Organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria. Tuttavia, l’avvenuta approvazione rappresenta un passaggio cruciale per rendere operativo un sistema che punta a migliorare l’efficienza e la trasparenza delle prestazioni sanitarie in tutto il Paese. La sfida è aperta e sarà necessario anche un adeguamento tecnologico che comporterà di certo notevoli costi.