
Decreti Liste d’attesa
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Il Ministro della Salute Orazio Schillaci interviene ancora una volta con una lettera al Presidente della Conferenza delle Regioni, per manifestare il proprio disappunto di fronte all’inerzia mostrata nel non aver ancora calendarizzato la discussione nella Conferenza Stato-Regione del decreto attuativo delle disposizioni assunte per sbloccare le liste di attesa ed efficientare il comparto Sanità. Nella missiva indirizzata al Presidente Massimiliano Fedriga si legge: “Sono veramente dispiaciuto nell’apprendere che a tutt’oggi non sia stata ancora calendarizzata la discussione in Conferenza Stato-Regioni del decreto attuativo che prevede, in caso di inadempienza regionale, l’attivazione di poteri sostitutivi”. “Lo schema di Dpcm – sottolinea Schillaci – è stato infatti inviato alla Conferenza Stato-Regioni con nota del 6 novembre 2024 e diramato alle Regioni con successiva nota del giorno 8 novembre 2024”, precisando che “la vigilanza è e deve restare in capo a ogni regione ma la negligenza e la mancata applicazione delle leggi non possono più essere tollerate”.
L’altra novità era la piattaforma nazionale di monitoraggio costruita da Agenas, l’Agenzia per i servizi sanitari regionali, che solo ora sta iniziando a funzionare e dovrebbe garantire almeno dati omogenei. Ma non sono ancora pubblici. Secondo la lettera di Schillaci “sta mostrando molti casi virtuosi ma allo stesso tempo troppe situazioni indegne”, tra i primi il ministro cita il Lazio, sui secondi non fornisce indicazioni.
“Ho fatto il medico per oltre 30 anni nel sistema sanitario pubblico” continua Schillaci, “conosco bene le difficoltà quotidiane e comprendo i disagi derivanti da carenze strutturali. Tuttavia, questi fattori non possono in alcun modo giustificare comportamenti che compromettono il diritto alla salute dei cittadini: medici che si rifiutano di rendere disponibili le proprie agende di lavoro al sistema di prenotazione unificato; professionisti che limitano la propria attività nel servizio pubblico privilegiando quella privata in intramoenia, creando così un sistema a due velocità; dirigenti che non esercitano i dovuti controlli su situazioni che le ispezioni dei Nas hanno dimostrato essere diffuse e sistematiche”. Invero, il riscontro arriva proprio dalle ultime ispezioni del Nucleo speciale dei Carabinieri che attesterebbero che il 27% delle strutture sanitarie ispezionate presenta ancora irregolarità gravi.
Persistono, inoltre, agende chiuse arbitrariamente, liste d’attesa gonfiate, sistemi di prenotazione frammentati e pratiche opache che ostacolano l’accesso alle cure nonostante lo stesso Ministro abbia autorizzato pochi giorni fa, per garantire l’interoperabilità tra le piattaforme regionali e la Piattaforma nazionale delle liste di attesa, come espressamente richiesto dalle Regioni, nell’ambito della quota di riserva per interventi urgenti, un contributo complessivo di 27,4 mln di euro. Ma dalle sue parole sembra proprio che il processo portato avanti con decisione da tutto il Governo, continui ad avere resistenze e ostacoli.
Dopo il “richiamo” del Ministro non è arrivata nessuna replica ufficiale dalle Regioni ma, secondo quanto si è appreso, permane, all’interno della Conferenza, il disagio per quella che viene definita l’inerzia del Ministero della Salute sulla riforma del ruolo dei medici di base. La riforma, fanno notare fonti della Conferenza, sarebbe una “risposta alle esigenze e ai bisogni della popolazione, un intervento incisivo sull’appropriatezza delle prescrizioni e sulle liste d’attesa”. Un disagio che si inasprisce dopo la lettera del Ministro al Presidente Fedriga.