
Il TAR Lazio respinge l’istanza…
Leggi articolo
La vicenda giudiziaria che caratterizza l’impugnativa presentata avverso l’entrata in vigore dei del nuovo Nomenclatore tariffario, si fa sempre più intricata per i risvolti di ordine economico-politico che la caratterizzano. Dapprima l’intervento del Ministro, attraverso l’Avvocatura dello Stato, per cercare di evitare gli effetti della sospensione del Nuovo nomenclatore tariffario nazionale pubblicato lo scorso 27 dicembre e poi la mancata accettazione della proposta di mediazione del Collegio giudicante da parte delle rappresentanze delle Associazioni di categoria costituite, formulata prima del verdetto.
Ed invero, lo scorso 28 gennaio si è tenuta l’udienza collegiale dinanzi la Sezione III quater del Tar Lazio per discutere sulla sospensione degli effetti del Nuovo nomenclatore tariffario nazionale pubblicato lo scorso 27 dicembre. Il presidente del Collegio ha invitato le parti a rinunciare alla richiesta di sospensiva, proponendo in alternativa di fissare un’udienza di merito che anziché svolgersi nei canonici lunghi tempi della giustizia amministrativa fosse fissata per il prossimo 27 maggio. Tuttavia, le rappresentanze delle strutture private accreditate che aderiscono all’Unione nazionale ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità privata (Uap), con l’intervento adesivo di AIOP, attraverso i loro legali, hanno deciso di non accogliere questa proposta di mediazione e di insistere sulla richiesta di sospensiva urgente del tariffario. Tale scelta è stata motivata dalla necessità di difendere con fermezza i diritti delle strutture e dei pazienti, considerando le significative difficoltà di applicazione sopraggiunte dall’inizio dell’anno con le parti più controverse riguardanti prestazioni non chiaramente attribuite ai livelli di complessità delle strutture ovvero con rimborsi non adeguati rispetto ai costi strutturali fissi per l’erogazione soprattutto alla rete delle più piccole strutture delle regioni del Sud. “La nostra posizione è chiara – dicono in Uap – non faremo passi indietro nella tutela della categoria e dei nostri iscritti, la richiesta sospensiva resta una priorità per garantire condizioni eque e sostenibili per le nostre strutture e per evitare che i disagi si aggravino nei prossimi mesi per le strutture associate”. La decisione del TAR non si è fatta aspettare ed è giunta in data odierna attraverso una ordinanza con cui il Collegio ha intesa rigettare sia l’istanza di sospensiva, sia l’istanza istruttoria sostenuta dai ricorrenti. I ricorrenti si rivolgeranno ora al Consiglio di Stato per cercare di ribaltare il verdetto. Non resta che attendere il deposito delle motivazioni per poter formulare la più ampia impugnativa nel merito nel mentre restano fissate le date del 25 febbraio prossimo per la nuova udienza in camera di consiglio, mentre per altri due ricorsi è stata fissata con ordinanza la nuova camera di consiglio sempre il 25 febbraio 2025. Udienza pubblica nel merito invece il 27 maggio.