Leggi articolo

Forte perplessità sui ritardi nell’ emissione dei decreti attuativi relativi al Decreto Legge sulle liste di attesa viene espressa dalla Fondazione GIMBE con un comunicato stampa diramato nei giorni scorsi.

Si legge, infatti : “La Fondazione GIMBE esprime preoccupazione per i significativi ritardi nell’adozione dei decreti attuativi previsti dal DL 73/2024 sulle liste d’attesa convertito dalla L. 107/2024. Nonostante le dichiarazioni istituzionali sottolineino progressi nell’attuazione delle misure volte ad abbattere i tempi di attesa, l’analisi indipendente della Fondazione evidenzia una situazione ben diversa. Il tema delle liste d’attesa è centrale per la salute delle persone ed è stato richiamato anche dal Presidente Mattarella nel discorso di fine anno per le sue implicazioni sanitarie, sociali ed economiche: “Vi sono lunghe liste d’attesa per esami che, se tempestivi, possono salvare la vita. Numerose persone rinunciano alle cure e alle medicine perché prive dei mezzi necessari”. I decreti attuativi rappresentano il motore delle riforme, ma a sei mesi esatti della conversione in legge del DL liste di attesa si registra uno stallo che paralizza l’attuazione delle misure previste dalla norma, ritardando un provvedimento cruciale per risolvere i problemi dei cittadini. «Per questo motivo – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – abbiamo condotto un’analisi indipendente sullo stato di avanzamento della legge, con l’obiettivo di identificarne le criticità di attuazione e informare in maniera costruttiva il dibattito pubblico e politico. Questo per evitare aspettative irrealistiche e tracciare un confine netto tra realtà e propaganda»”

La Fondazione, nel rapporto pubblicato,  sottolinea come il  decreto Liste d’attesa si sia dimostrato, allo stato, un fallimento. Lo denuncia, in particolare, il presidente  Nino Cartabellotta, che ha fatto notare come il decreto sulle liste d’attesa del Ssn, varato dal governo, prevedeva che fossero pubblicati anche 6 decreti attuativi. Ma a sei mesi dalla conversione in legge del decreto legge 73/2024 sulle liste d’attesa, di questi decreti attuativi, necessari per dare piena operatività alle misure, ne è stato promulgato soltanto uno, quello sulle modalità di funzionamento della Piattaforma nazionale delle liste d’attesa.I decreti attuativi scaduti sono: “Adozione dei criteri di realizzazione, di funzionamento e di interoperabilità tra la Piattaforma nazionale e le piattaforme regionali delle liste di attesa”, scaduto il 30 settembre 2024; “Modalità e procedure per l’esercizio dei poteri sostitutivi da parte dell’Organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria”, scaduto il 31 agosto 2024; “Adozione di un piano d’azione finalizzato al rafforzamento della capacità di erogazione dei servizi sanitari e all’incremento dell’utilizzo dei servizi sanitari e sociosanitari sul territorio per le Regioni destinatarie del Programma nazionale equità nella salute 2021-2027”, scaduto il 30 settembre 2024.

Il Presidente Cartabellotta, ha, poi, aggiunto : “Faccio notare che il decreto per le liste di attesa del governo è ancora in lista d’attesa. C’è gente che oramai non si rivolge nemmeno più al settore sanitario pubblico ma direttamente al privato, e spesso si tratta proprio di chi si deve indebitare per pagare le cure mediche. La contraddizione istituzionale è enorme”.

Il comunicato in questione e, soprattutto, le dichiarazione del Presidente Cartabellotta sono state interpretate come un duro attacco al Governo. Addirittura, il Presidente è stato tacciato da esponenti di maggioranza di essere un bugiardo che falsifica i dati perché “cavalier servente” e comunista.