
Interrogazione alla Commissione Europea…
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Si riapre il dibattito sulla concorrenza nei servizi socio-assistenziali. Il Parlamento con l’approvazione della Legge 5 agosto 2022 n. 118 ha introdotto modifiche agli istituiti di accreditamento istituzionale e all’accordo contrattuale che hanno fatto emergere enormi criticità, come rilevato da più parti. Illustri giuristi hanno evidenziato l’inopportunità di tale “scelta” da parte del Legislatore, che si configurerebbe come una indiscriminata introduzione della concorrenza in un ambito che di per sé la escluderebbe per la sua stessa natura: a rischio c’è la piena tutela del diritto alla salute nell’aspetto della continuità assistenziale e il mantenimento dell’attuale SSN. Oggi, infatti, il Sistema Sanitario in Italia è strutturato come un sistema pubblico, integrato con i Soggetti privati in base alla programmazione sanitaria e sociosanitaria e non basato su mere logiche concorrenziali. Si sottolinea come la norma incriminata non richieda che siano messi a gara periodicamente tutti i posti letto del sistema, compresi tutti quelli già accreditati e contrattualizzati ma che si dia la possibilità di accesso al sistema anche ad eventuali nuove Strutture, con riferimento all’assegnazione di quote aggiuntive determinate dall’analisi del fabbisogno territoriale. Quindi la nuova disciplina mirerebbe ad evitare barriere di accesso al sistema, il quale resterebbe pur sempre soggetto alla programmazione regionale e ai principi di copertura universale del servizio e di solidarietà a tutela del diritto alla salute. L’entrata in vigore della disposizione, dopo diverse sollecitazioni dalle Associazioni settoriali, è stata differita al 1° gennaio 2028. È di questi giorni la notizia che sulla sua opportunità e legittimità è stata presentata un’interrogazione al Parlamento Europeo a firma di diversi parlamentari del PPE che hanno sostenuto che la c.d. Direttiva Bolkestein non sarebbe applicabile ai servizi sanitari per sua stessa espressa previsione. “Con l’interrogazione presentata chiediamo un’azione della Commissione UE che scongiuri l’applicazione della Direttiva Bolkestein ai servizi socio-sanitari in Italia”, a dichiararlo è l’eurodeputato di Forza Italia Marco Falcone, vicecapo della delegazione italiana nel Gruppo PPE, rendendo nota l’interrogazione presentata alla Commissione UE sull’attuazione della Direttiva Bolkenstein nei servizi socio-sanitari”. “Il diritto europeo infatti -continua l’Eurodeputato- non impone di mettere a gara la sanità gestita dai privati, come invece accade per altri settori. Non sempre, del resto, il diritto alla salute si accorda alle ragioni della concorrenza e del profitto. Purtroppo, in Italia non è così dopo la legge 118/22 che, imponendo di mettere a bando servizi e strutture private, rappresenta un ostacolo alla stabilità e alla prospettiva che devono presupporre gli investimenti non di mano pubblica nella sanità”. Nell’interrogazione si chiede alla Commissione “quali misure si intendono attuare per tutelare l’equilibrio del settore e garantire la regolare applicazione della Direttiva nella sua finalità originale, espungendo dalla stessa qualunque riferimento al settore sanitario e socio-sanitario”.
Si attende, pertanto, che giunga presto il chiarimento richiesto. Se da un lato dovrebbe essere un dato di fatto che la Sanità si debba collocare fuori dalle logiche di mercato è pur vero che le norme sulla concorrenza in sanità previste dalla citata Legge si inseriscono in un contesto, che è già di fatto pubblico-privato e dove le norme a tutela della concorrenza con regole di trasparenza, equità e non discriminazione sono auspicabili sia per gli Operatori privati che per il buon andamento della Pubblica Amministrazione.