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Il sistema di sorveglianza della mortalità materna (che rientra nel sistema di sorveglianza ostetrica ItOSS – Italian Obstetric Surveillance System) coordinato dall’ISS raccoglie dati completi e affidabili sulla mortalità materna in 16 Regioni e 2 Province Autonome (Valle D’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna e le Provincie di Trento e Bolzano) che dal 2021 coprono il 97% dei nati in Italia.

Gli obiettivi della sorveglianza sono: rendere disponibili stime affidabili della mortalità materna, individuare i principali determinanti delle morti materne, promuovere interventi di sanità pubblica finalizzati al miglioramento della qualità dell’assistenza al percorso nascita e alla prevenzione delle morti evitabili.

Dal 2017, la sorveglianza è stata inclusa nel DPCM su Registri e Sorveglianze di interesse nazionale e quest’anno raggiungerà la copertura nazionale. Dal 2012, ItOSS fa parte dell’International Network of Obstetric Survey System (INOSS) che raccoglie dati a livello internazionale per studiare la mortalità e le gravi complicazioni materne in gravidanza e al parto. Dal 2023, ItOSS presiede il network internazionale.

La morte di una donna durante la gravidanza, il parto o il puerperio costituisce sempre una tragedia per la donna stessa, per la sua famiglia e per tutta la comunità. Nei Paesi a sviluppo più avanzato, dove si verifica meno dell’1% dei casi di morti materne al mondo, è stato stimato che il 50% circa di questi decessi sia potenzialmente evitabile. I Sustainable Development Goals 2016-2030 chiamano all’azione anche i Paesi europei con l’obiettivo di azzerare le morti materne e infantili evitabili: il primo passo è il miglioramento del monitoraggio e del reporting dei dati affinché ogni donna, feto o neonato che muore a seguito della nascita non passi inosservato. A seguito dei recenti studi condotti dall’Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) sono stati diffusi i dati nazionali sulla mortalità materna. L’analisi ha evidenziato una forte variabilità geografica con una situazione più sfavorevole nel Mezzogiorno. La stima è difatti pari a 7,7 decessi ogni 100 mila nati vivi al Nord, 5,9/100 mila al Centro e 10,5/100 mila al Sud. È stato messo in luce che la maggioranza dei decessi a 42 giorni dal parto (55,1%), ha riguardato morti dirette, attribuibili a complicanze ostetriche. Tra queste l’emorragia ostetrica figura al primo posto per frequenza (37,1%), seguita dalla sepsi (13,9%), dai disordini ipertensivi della gravidanza (13,4%) e dalla trombo-embolia (11,9%).

Per quanto riguarda invece le cause indirette di morte materna, la patologia cardiaca si è posizionata al primo posto per frequenza, 28,8%, seguita da sepsi e suicidio materno, entrambe al 15,9% del totale decessi.

I dati sulla mortalità materna. L’analisi sui casi di morte materna, esaminati dagli esperti regionali e nazionali che ogni anno effettuano le indagini confidenziali, ha delineato i principali fattori di rischio: l’età materna pari o superiore ai 35 anni, il livello di istruzione pari o inferiore alla scuola media inferiore, la cittadinanza non italiana, l’obesità e il concepimento mediante tecniche di riproduzione assistita. La quota delle morti “evitabili” è risultata pari al 41% del totale, leggermente inferiore rispetto all’ultima rilevazione e in linea con quanto riportato in altri Paesi dotati di un sistema di sorveglianza avanzato. Oltre alla riduzione della mortalità materna a livello nazionale, il rapporto ItOSS ha documentato anche una riduzione significativa delle morti materne dovute a complicazioni emorragiche nelle 6 Regioni (Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia) che hanno aderito e partecipato alle attività di ricerca fin dall’inizio della sorveglianza. Il numero di decessi per cause emorragiche nelle 6 Regioni è passato da 2,49 a 0,77 ogni 100 mila nati vivi. Il Reparto Salute della donna e dell’età evolutiva del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps) dell’Istituto superiore di sanità (Iss), in collaborazione con le Regioni, coordina attività di sorveglianza e ricerca di salute pubblica in ambito ostetrico e perinatale per offrire a decisori, professionisti sanitari e cittadini evidenze utili al miglioramento della qualità dell’assistenza alla nascita nel Paese. Itoss ha costruito una rete capillare di referenti clinici nei presidi sanitari che in Italia assistono le donne in gravidanza e al parto. L’obiettivo, spiega oggi l’Istituto Superiore di Sanità, è “garantire che ogni morte materna venga segnalata e sia oggetto di un rigoroso e accurato processo di revisione critica, per definirne le cause e valutarne l’evitabilità”.