
Regioni e Ministero della Salute…
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Lo scorso 22 gennaio si è tenuto un incontro tra gli assessori alla Sanità delle Regioni e il Capo di Gabinetto del Ministero della Salute Marco Mattei per discutere delle tematiche attinenti le liste di attesa, il Decreto tariffe e la dipendenza per i medici di famiglia.
Durante il confronto, nell’ambito della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, i rappresentanti regionali hanno fatto istanza al Ministero di replicare la misura della scorsa legge di Bilancio anche per il 2025 che vincola lo 0,4% del Fondo sanitario (circa 600 milioni) per la riduzione delle liste d’attesa. “Tutte le Regioni all’unanimità, hanno chiesto al ministero di replicare anche per il 2025 la norma che consente di utilizzare almeno lo 0,4% del Fondo sanitario nazionale per contenere le liste d’attesa, inserendola nel decreto Milleproroghe come inizialmente annunciato anche dal Governo, che addirittura aveva parlato di 0,7%. È uno strumento che consente di avere un margine di flessibilità, andando in deroga ai tetti di spesa, ed è utile alle Regioni per costruire piani di contenimento delle liste d’attesa”. Così l’assessore regionale al Diritto alla salute della Toscana, Simone Bezzini, a margine dell’incontro. “Scegliere di non replicarlo – spiega ancora Bezzini – significherebbe ridurre l’offerta di prestazioni e mettere le Regioni nelle condizioni di non affrontare un fenomeno che ha ricadute dirette sulle persone. Apprezziamo che ci sia stata questa apertura da parte del Ministero. Ora serve passare dalle parole ai fatti”.
Sempre sulle liste d’attesa sono stati sciolti gli ultimi nodi relativi alla Piattaforma nazionale il cui provvedimento dovrebbe a breve vedere la luce in Conferenza Stato-Regioni e dal Ministero è arrivata la rassicurazione che ci saranno circa 30 milioni per la sua realizzazione.
Durante il confronto, svoltosi a quanto si apprende in un clima costruttivo, si è parlato anche dell’imminente giudizio del Tar sul Dm Tariffe della specialistica ambulatoriale dopo la confusione che si è generata a fine anno e i dubbi sulla sua oggettiva inadeguatezza. A tal proposito va ribadito con chiarezza che il D.M. del 2023 è stato integralmente sostituito dal D.M. del 25 novembre 2024, attraverso un procedimento di autotutela del Ministero della Salute, eliminandone ogni efficacia. Qualsiasi ipotesi secondo cui, in caso di sospensione del nuovo D.M. da parte del T.A.R. Lazio, tornerebbe applicabile il D.M. del 2023 è, dunque, infondata. In tale eventualità, si applicherebbe il D.M. 18 ottobre 2012 (il “Tariffario Balduzzi”), che rimane l’unico riferimento normativo ancora valido. Ogni altra interpretazione appare fuorviante e priva di riscontro giuridico. Tale posizione è confortata da alcuni pareri pro veritate depositati al T.A.R.